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Così, dopo 55 anni, a Mosca come a Savona, nello stesso giorno si celebrano, contemporaneamente, i destini di due persone — Nina, russa, e Antonio, italiano, che un giorno si innamorarono, in un lager tedesco.
Klavdija Ivanovna Ivanova-Mangini, presidente dell'Associazione «Italia-Russia» di Bergamo ha partecipato alla presentazione con i suoi "Attimi di vita". L'esperienza di vita in territorio occupato, l'aiuto ai partigiani, la «lista nera», i lavori forzati in Germania, l'incontro con un prigioniero di guerra italiano — così sono passati gli anni «migliori», quelli della gioventù di Klavdija Ivanova, che all'epoca era ancora una ragazzina.
«La memoria personale ha un valore maggiore se entra a far parte di una memoria collettiva. Per  questo motivo, sono grato a Liudmila Chapovalova per avere ideato questo progetto, perché imprimesse, nella parola scritta, i ricordi di persone diverse fra loro, siano esse russe che italiane» - scrive Rosario Alessandrello, Cavaliere del Lavoro, che ha partecipato alla serata non solo in veste di Presidente della Fondazione «Centro per Lo Sviluppo Dei Rapporti Italia-Russia», ma anche perché è uno degli autori della raccolta: infatti, ha consegnando alla carta i suoi ricordi d'infanzia in tempo di guerra, corredati da interessanti riflessioni e analisi degli eventi di quegli anni.
L'intervento del Console aggiunto del Consolato Generale della Federazione Russa a Milano Aleksandr Jurevič Gracev è stato accolto con particolare interesse: il console ha espresso piena adesione al tema dell'importanza e della conservazione della memoria di ogni singolo individuo, ponendo l'accento sul valore della raccolta "Schegge di memoria" come monito del fatto che questi sono i puri ricordi di testimoni oculari delle tragiche vicende della Seconda Guerra Mondiale.
"Nel 2011, l'anno della Russia in Italia, per il Giorno della Vittoria la nostra Associazione ha intenzione di presentare un film sugli eroi di guerra — ha comunicato Liudmila Chapovalova, ideatrice del progetto e  curatrice della raccolta "Schegge di memoria", nonché presidente di "Vele Scarlatte". Questo progetto è molto ambizioso e di non facile realizzazione, perché i protagonisti del film in programma sono persone di età avanzata, che oltretutto vivono in diverse parti d'Italia. Riceviamo molte lettere, con storie interessanti e  toccanti: vorremmo davvero riuscire a mettere tutto su pellicola in tempo. Proprio nel giorno di chiusura dei lavori di stesura del libro, all'indirizzo dell'Associazione arrivò un breve messaggio di posta elettronica, da Mosca, firmato J. J. Černyj. Venuto a conoscenza dell'iniziativa "Schegge di memoria", ha confidato di essere il nipote di Semen Grigorievič Černyj, che oggi riposa nel cimitero "Muzocco".  Nel 2007, con la moglie, è venuto a Milano ed è stato sulla tomba dello zio. Si capisce come la continuazione del progetto di conservazione della memoria sia richiesta dalla vita stessa."
La serata si è conclusa con un rinfresco e con altri e nuovi scambi di idee sul tema della guerra, della memoria, e delle lezioni che la Storia impartisce.
(trad. di Ilaria Gremizzi)
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